Daniele Poli, AIC firma la serie “Tutta scena”
Daniele Poli, AIC firma la serie “Tutta scena” diretta da Nicola Conversa, disponibile da venerdì 19 dicembre su RaiPlay, in cui la magia del musical si fonde con le esperienze quotidiane di un gruppo di giovani aspiranti attori e performer: la nuova serie coming-of-age originale coprodotta da Rai Fiction e One More Pictures, realizzata in collaborazione con Trentino Film Commission, si avvale nel cast di volti affermati e nuove promesse. Accanto a Giorgio Panariello, Euridice Axen, Arianna Mattioli e Anna Favella, troviamo infatti una squadra di giovani interpreti già apprezzati per talento e freschezza: Tommaso Cassissa, anche noto content creator; Seydou Sarr, protagonista del film di Matteo Garrone Io Capitano e vincitore del Premio Marcello Mastroianni all’80ª Mostra del Cinema di Venezia; Sabrina Martina, Ginevra Francesconi, Emanuele Porzio, Margherita Morchio, Alice Maselli e Giovanni Scotti. Attraverso un coinvolgente viaggio all’interno di un’accademia di teatro, “Tutta Scena” – articolata in otto episodi e firmata dagli sceneggiatori Valerio D’Annunzio e Federico Baccomo, insieme allo stesso Nicola Conversa e a Giulia Uda – racconta l’opportunità offerta a un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 19 anni, provenienti da diverse regioni italiane, di mettere alla prova le proprie capacità artistiche e, allo stesso tempo, confrontarsi con le fragili e intricate dinamiche delle relazioni umane.
Uno degli elementi più significativi di Tutta Scena è senza dubbio il suo impianto fotografico, che definisce in modo deciso l’identità visiva della serie e contribuisce a costruirne l’atmosfera emotiva. La fotografia curata da Poli diventa un vero e proprio linguaggio espressivo: attraverso l’uso calibrato della narrazione accompagna lo spettatore nel mondo interiore dei personaggi, sottolineando tensioni, fragilità e momenti di rivelazione.
Il lavoro fotografico arricchisce così le vicende dei protagonisti, trasformandole in un’esperienza intensa. Ogni inquadratura è pensata per evocare un’emozione, per amplificare la complessità delle relazioni e per restituire la dimensione vibrante e a tratti caotica della vita in un’accademia artistica. Le scelte visive contribuiscono a costruire un equilibrio tra realismo e suggestione, tra il quotidiano e il sogno, riflettendo perfettamente il percorso di crescita dei protagonisti.
La fotografia di Tutta Scena è parte integrante del racconto: un dispositivo narrativo che intensifica il coinvolgimento dello spettatore, conferendo alla serie una profondità emotiva e un respiro visivo riuscito.
Conversazione con Daniele Poli, AIC
Come ti sei trovato a lavorare nuovamente con Nicola Conversa con cui avevi collaborato già in “Un oggi alla volta”?
La mia collaborazione con Nicola inizia con “Un oggi alla volta”, un dramedy distribuito da Vision e prodotto da Rai Cinema e One More Pictures. Fin da subito abbiamo trovato una grande intesa umana e artistica. Insieme a Diego Capitani, il nostro responsabile artistico, abbiamo costruito un linguaggio visivo condiviso, capace di sostenere il racconto e valorizzarne le sue sfumature emotive, sia nelle riprese che nel montaggio, trovando soluzioni creative ispirate anche allo stile di “Scott Pilgrim” di Edgar Wright. Il nostro percorso è proseguito quindi con la serie “Tutta Scena” e con il nostro nuovo film, attualmente in post-produzione, TTT – Tanto Tornano Tutti: un progetto bellissimo, in uscita nel 2026, nel quale abbiamo sperimentato nuove soluzioni artistiche e ampliato ulteriormente il nostro linguaggio comune. La nostra missione, come gruppo, è crescere progressivamente e abbracciare nuovi stili narrativi, mettendo continuamente in discussione i nostri limiti per superarli insieme.
Cosa puoi dirci sulla narrazione e sul ruolo che la tua luce riveste all’interno della serie?
Le scelte visive, concordate fin dall’inizio con il regista Nicola Conversa e il responsabile artistico Diego Capitani, riflettono un equilibrio perfetto tra realismo e sperimentazione. Sono convinto che l’uso sapiente della luce naturale degli esterni e della luce teatrale degli interni crei un contrasto simbolico che segue il percorso emotivo dei protagonisti. La palette di colori, quindi, accentuata dal lavoro di color correction di Giordano Graziani, è stata studiata per rinforzare l’intensità emotiva, con un contrasto tra i toni caldi del Trentino e i colori vibranti del teatro.
Cosa puoi dirci sugli aspetti tecnici?
Le ottiche Cooke Panchro e le Red Gemini contribuiscono a dare un’immagine morbida e calda, ma anche vivida e realistica, enfatizzando i dettagli emotivi. Inoltre, l’uso delle geometrie luminose e delle ombre non solo aggiunge un valore estetico, ma diventa un potente strumento narrativo che riflette le trasformazioni interiori dei personaggi.