Biennale Cinema: “Nino” di Walter Fasano, tra le firme anche quella della nostra Clarissa Cappellani, AIC
Nino – Un film su Nino Rota è il documentario diretto da Walter Fasano (montatore, sceneggiatore e regista, noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Luca Guadagnino) che ripercorre la vita, il percorso artistico e la straordinaria produzione di uno dei più celebri e originali compositori italiani del Novecento: è stato presentato in anteprima alla Biennale Cinema 2026.
Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per le sue indimenticabili colonne sonore, Nino Rota è stato in realtà un autore estremamente prolifico e versatile, capace di muoversi con naturalezza tra cinema, teatro, opera e musica sinfonica e da camera. La sua fama internazionale è indissolubilmente legata alle collaborazioni con alcuni dei più importanti registi della storia del cinema, ma la sua produzione comprende anche una vasta e raffinata opera di “musica assoluta”, alla quale dedicò una parte fondamentale della propria ricerca artistica. Il documentario di Fasano (voce narrante affidata a Sting) restituisce la complessità di questa figura, andando oltre l’immagine del compositore di colonne sonore per raccontare un musicista di straordinaria cultura, sensibilità e libertà creativa. Al centro del racconto emerge così il rapporto tra Rota e il cinema, ma anche il suo universo musicale autonomo, nel quale convivono tradizione e modernità, ironia e malinconia, memoria e invenzione. Indimenticabili sono soprattutto le musiche nate dalla lunga e feconda collaborazione con Federico Fellini, per i cui film Rota seppe creare un vero e proprio linguaggio sonoro: da La strada e La dolce vita a 8½, fino ad Amarcord, le sue melodie sono diventate parte integrante dell’immaginario felliniano, contribuendo in modo decisivo alla forza evocativa e poetica delle immagini. Senza dimenticare altre importanti collaborazioni come quella con Luchino Visconti per Il Gattopardo e Rocco e i suoi Fratelli e Franco Zeffirelli, Romeo e Giulietta. La sua carriera cinematografica raggiunse inoltre una consacrazione internazionale con la musica composta per Il padrino – Parte II di Francis Ford Coppola, che gli valse l’Oscar. Un riconoscimento che rappresentò soltanto uno dei momenti più celebri di una carriera vastissima, nella quale Rota riuscì a coniugare popolarità e ricerca, immediatezza melodica e profondità compositiva. Attraverso materiali d’archivio, testimonianze – tra cui il regista Park Chan-Wook e il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat – e un’attenta rilettura della sua opera, Nino – Un film su Nino Rota si propone dunque come un viaggio nella personalità e nella musica di un artista capace di lasciare un segno indelebile tanto nella storia del cinema quanto in quella della musica italiana del Novecento.
A firmare la Fotografia – insieme a Leonardo Mirabilia, CCS e Camilla Cattabriga, CCS – la nostra Socia Clarissa Cappellani, AIC: “Nel lavoro di fotografia ci siamo passate la staffetta, come spesso avviene nei documentari che impiegano lunghi archi temporali nella realizzazione. Io ho girato alcune delle interviste (ad esempio quelle al maestro Marvulli e l’ultimo svelamento nel parco) e la lunga sessione di Bari e Torre a Mare, residenza elettiva del maestro Rota. Oltre alla città, alle sequenze marine, come il lungomare e i giochi d’artificio, il porto e i suoi incantevoli tramonti, ho avuto il privilegio di girare il concerto della pianista Angela Annese, le prove orchestrali e il concerto sinfonico al Conservatorio di Bari dove Rota ha insegnato e creato per decenni. Ascoltare le indicazioni, vedere un artista come il compositore e direttore Vince Medonza muovere il corpus delle giovani musiciste e musicisti, è stata un’esperienza straordinaria. A impreziosire il racconto c’è poi la scelta del regista Walter Fasano di utilizzare largamente la pellicola Super 16. Quel tipo di dolcezza e corpo visivo era per egli strumento fondamentale per interpretare una musica eterna, che sgorga dalla memoria di qualsiasi spettatrice o spettatore, mentre al contempo si carica di arcani riverberi. Il Maestro Rota infatti è stato un raffinato cultore di scienze alchemiche e non solo parte di quella pratica è raccontata nel documentario, ma Walter ha proprio giocato con rimandi eleganti e audaci nel montaggio di articolate, suggestive e spiazzanti sequenze musicali che amplificano l’effetto dei saperi combinati cui il compositore era dedito. Per questi passaggi, ad esempio nelle rovine romane, a Piazza Vittorio con la sua Porta Alchemica e all’Orto Botanico, ho girato anche in Super 8, per restituire quasi le impressioni dell’esoterista Rota a spasso per la sublime città trasfigurata poi con la sua musica”.
Specifiche tecniche:
Mdp S16: Arri 416, ottiche Zeiss Super Speed S16 T1.3, zoom Zeiss 12-120 T2.4
Mdp Super8: Canon
Pellicola Kodak Vision 3 50D, 250D, 500T (Super16 e Super8)
Mdp digitale: Sony FX9, zoom Cooke Varotal 20-100 T3.1
“Nino” è una produzione Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment, I Diavoli in collaborazione con Rai Documentari e con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia a valere su risorse del POR Puglia FESR-FSE 2014/2020, ed è prodotto da Mattia Guerra per Be Water Film, Filippo Sugar e Elisabetta Biganzoli per Sugar Play, Marco Colombo per Adler Entertainment e Marco Morabito (candidato all’Oscar per “Chiamami con il tuo nome”). La produzione esecutiva del documentario è a cura di Adler Entertainment, mentre al cinema sarà distribuito da Be Water Film.